L’anice verde (Pimpinella anisum) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae. Originaria del Medio Oriente si è diffusa, sin dai tempi dei Faraoni, in tutto il bacino del Mediterraneo. Sin dall’antichità è stata usata nella divinazione e nella cura.

ANICE E DIVINAZIONE
Gli antichi Greci credevano che il suo aroma dolce e speziato potesse purificare l’aria e allontanare gli spiriti maligni. Le sacerdotesse del tempio di Apollo lo utilizzavano, infatti, nei loro rituali di divinazione, bruciandolo come incenso per favorire visioni e sogni profetici. Si credeva che l’anice avesse il potere di aprire la mente e il cuore a una comprensione più profonda dell’universo.
Anche le streghe e gli alchimisti lo utilizzavano nelle loro pozioni e incantesimi, riconoscendone il potere di proteggere e di guarire.
Numerose leggende narrano che l’anice potesse addirittura respingere gli incantesimi maligni e proteggere chi lo portava addosso. Era comune trovare sacchetti di anice appesi nelle case o indossati come amuleti per garantire protezione e prosperità, attrarre l’amore e mantenere viva la passione in una relazione. Le foglie e i semi di anice erano utilizzati in numerosi incantesimi d’amore. In molti casi, l’anice veniva utilizzato nei bagni rituali per purificare il corpo e lo spirito.
Alcuni riti prevedevano di spargere semi di anice intorno alla casa per creare un’atmosfera di armonia e affetto. La capacità attribuita a questa pianta di connettere il mondo fisico con quello spirituale lo rendeva un mezzo prezioso per chi cercava di esplorare le profondità dell’anima e del cosmo.
Non resta che provare come la dolce fragranza dell’anice non solo delizi i sensi, ma inviti alla meditazione e alla riflessione, creando uno spazio sacro dove corpo e spirito possono armonizzarsi.

ANICE COME CURA
Oltre alle proprietà relative alla divinazione all’anice si riconoscono numerose proprietà nella medicina tradizionale. Una delle proprietà più rinomate di questa pianta è la sua capacità di migliorare la digestione.
Gli si riconoscono, inoltre, proprietà espettoranti e antinfiammatorie, potenziale effetto calmante sul sistema nervoso ed un potere rilassante, capace di lenire la mente e favorire un sonno tranquillo e riposante.
Il primo impiego terapeutico dei semi di anice risale all’antico Egitto, dove il papiro di Ebers (1500 a.C.) lo cita come rimedio per la flatulenza. Successivamente l’uso dell’anice si diffuse in tutto il Mediterraneo, l’Asia orientale e l’Europa. Il medico greco Dioscoride lo descrisse nel suo trattato De Materia Medica come riscaldante e lo raccomandò anche come vermifugo, per l’alitosi, il mal di testa, la produzione di latte nelle puerpere, il raffreddore e per favorire la digestione.
Plinio il Vecchio nella Naturalis historia scrisse che l’anice migliore proveniva da Creta e che “non esiste nulla di più benefico per l’addome e gli intestini “.
La medicina tradizionale cinese indica l’anice come rimedio per la tosse e i disturbi gastrointestinali e l’Ayurveda indiana lo utilizza per contrastare i gas intestinali.
I nativi dell’Amazzonia lo usano invece come rimedio per il mal di stomaco dei bambini. Nella tradizione iraniana, l’anice è utilizzato contro l’emicrania e come carminativo, aromatico, disinfettante e diuretico. In alcuni testi tradizionali è menzionato come rimedio contro la malinconia, gli incubi e come trattamento delle convulsioni.