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CIBI AFRODISIACI: RICERCATI DA SEMPRE

La ricerca di cibi afrodisiaci ha da sempre caratterizzato le abitudini alimentari di quelle persone, alla costante ricerca di alimenti che aumentassero desiderio e performance. Risalgono al tempo dei Romani le prime informazioni giunte a noi grazie al commediografo Terenzio che scriveva del profondo legame tra tavola, alcol e libido.

Gli afrodisiaci, dal nome della dea greca Afrodite, rappresentano sostanze, di origine animale e/o vegetale, assunte allo scopo di esaltare la libido o volte a migliorare le prestazioni sessuali.

Secondo un’antica leggenda azteca l’imperatore Montezuma era solito bere circa cinquanta tazze al giorno di una miscela, antenata del moderno cioccolato, per mantenere viva la sua attività sessuale.

Miti e leggende nel corso dei secoli hanno caratterizzato le tradizioni di numerosi popoli, richiamando l’attenzione di medici, speziali e ciarlatani. Nello studiare il manuale di spezieria della famiglia fiorentina Rosselli, testo risalente alla seconda metà del Cinquecento, non mancano tra i rimedi alcune preparazioni afrodisiache.

Tra queste i morselletti per eccitare Venere, dolcetti secchi a base di pinoli, mandorle, nocciole, pistacchi, zucchero e cannella, aromatizzati con essenze animali profumate, ritenute le più afrodisiache, come l’ambra grigia e il moschus*. 1

I dolcetti andavano mangiati prima di utilizzare la seguente preparazione afrodisiaca, nella forma di unguento, che serviva a stimolare l’erezione o ad aumentare la virilità.

Ecco a voi la ricetta dell’unguento: Far bollire, in olio di sesamo: vino, ortica, pepe, zenzero e capperi. Far consumare per circa due terzi, poi versare tutto in un mortaio in cui si saranno precedentemente pestati finemente: ambra, mosco, zibetto e olio di scorze d’arancio. Il rimedio è così pronto per essere usato come segue: “et unta fra l’un sesso e l’autro il filo delle rene et il membro, et è cosa che ha fatto gradi effettj”

Nel sopracitato manuale fiorentino compare anche una ricetta per contrastare l’impotenza, cioè: Contra el difecto de natura in alcuno homo o persona non posente usare cum femmina. La ricetta prevede:  bacche de lauro ben trite confecte insieme e de quelle ungi li reni e le parte da ingenerare potentemente excita la uolunta. Ancora tolli euforbia, bacche de lauro, radice de satirione, tucte queste cose trita e fa bulire in olio siche sia como unguento et unge parte generatiua e li reni mareuigliosamente excita la uirtu generatiua. Ancora dia satirion a beuere molto uale. Ancora ungase la uerga cum questo unguento Piglia piper bianco lungo et nigro piretro galanga an. omnium. on. j et polueriza e mi­stica cum tanto mele che basti. Ancora li testiculi de la uolpe mangiati molto uale et excita…

Senza ricorrere a profumi animali, o ai testicoli di volpe, ma ritornando ai cibi afrodisiaci la ricerca scientifica sottolinea che ad oggi non esistono studi sulla reale efficacia.  Nella maggior parte dei casi le credenze popolari e la suggestione psicologica o emozionale la fanno da padrone.

Anche se alcuni alimenti come quelli ricchi di zinco, come ad esempio le ostriche,  o di capsaicina, come il peperoncino, contribuiscono a stimolare la circolazione. O come la frutta secca e il cioccolato, ricchi di arginitina, concorrono a migliorare la vasodilatazione, supportando il benessere sessuale e l’energia psico-fisica.

Tuttavia sembra che l’effetto reale dei cibi afrodisiaci sia spesso legato all’effetto placebo e al buonumore. Insomma non esiste un unico e certo “cibo miracoloso”!

  1. ↩︎

Si tratta di essenze profumate di origine animale la prima è il risultato di una rara sostanza odorosa prodotta dall’intestino dei Capodogli. Sostanza che dopo l’espulsione presenta un odore nauseabondo ma che con la lunga e lenta essiccazione sviluppa, nel tempo, una complessità odorosa unica, piacevole e ricercata. La rarità dell’ambra grigia è uno dei motivi principali del suo valore estremo.  L’altra il moschus è una secrezione prodotta dal maschio del Moschus moschiferus, un piccolo cervo asiatico, dalle ghiandole dell’addome al fine di attirare la femmina per l’accoppiamento. Notoriamente pungente e quasi fetido allo stato puro, veniva storicamente impiegato in profumeria, dopo una lunga macerazione, come potente fissativo e nota afrodisiaca. Entrambe le essenze odorose erano utilizzate non soltanto come profumo o medicamento ma anche in aggiunta a bevande e pietanze.

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