L’elleboro (Helleborus niger) appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee, è anche chiamata Rosa delle nevi o Rosa d’inverno. In Inghilterra è considerata il fiore natalizio per eccellenza. L’elleboro è una pianta erbacea perenne rizomatosa, presente allo stato spontaneo nei boschi ombrosi calcarei, è diffusa come pianta da giardino a fioritura invernale. In questo periodo e fino a marzo circa, compaiono i fiori di colore variabile dal bianco al rosa o al rosso porpora. Cresce nelle zone collinari, fino al piano montano, nei boschi di latifoglie e nei cespuglieti
Proprietà
Per il contenuto in composti cardioattivi, cioè elleborina ed elleborigenina, la cui azione danneggia il cuore. Questa pianta è ritenuta molto tossica sia per gli uomini, sia per gli animali. Il rizoma contiene una sostanza narcotizzante che può essere efficace nei casi di crisi di follia, tuttavia la sua somministrazione esige uno stretto controllo medico.
Storia, leggenda, mito e magia
La leggenda narra che durante l’offerta di doni al Bambino Gesù, una pastorella vagasse in cerca di un dono da offrire, ma l’inverno era stato freddo e la poverina non riuscì a trovare neanche un fiore da offrire. Mentre si disperava, vide passare un angelo che intenerito dalle sue lacrime si fermò, spolverò un po’ di neve davanti a lei e apparvero delle candide rose, che la ragazza raccolse e portò in dono al Bambinello.
Secondo un mito greco, Melampo, utilizzando l’elleboro, guarì dalla follìa le figlie di Preto, re di Tirino.
Sulla base di questi e altri miti la pianta di elleboro fu considerata per secoli in grado di curare le malattie mentali. Nacque intorno alla pianta anche un proverbio “ Ha bisogno dell’Elleboro” per indicare una persona matta.
Pausania narra, nel decimo libro della Guida della Grecia che, mentre i Cirresi stavano assediando Atene, Solone consigliò di gettare dell’elleboro nelle acque di un fiume dove i nemici erano soliti abbeverarsi. Grazie a questo stratagemma i Cirresi furono colpiti da una dissenteria così grave che li obbligò a desistere dall’assedio Cirra fu catturata e la sua popolazione venne trucidata… per colpa del bell’Elleboro
La pianta è velenosa ed era usata dagli adepti nei riti esoterici e nelle notti del sabba. La reale azione anestetica e narcotica dovuta alla presenza di un glucoside, l’elleborina, è simbolicamente associata alla capacità della pianta polverizzata di rendere invisibili le persone. I contadini riconoscevano virtù profetiche a questa pianta, credevano infatti di poter quantificare il raccolto in base al numero dei ciuffi che essa presenta.