Un arbusto cespuglioso rustico tipico della macchia mediterranea, una pianta che ha caratterizzato da sempre il paesaggio del nostro Paese. Numerosi gli aneddoti italiani sul corbezzolo, a partire dal suo nome scientifico Arbutus unedo. Dove Arbutus richiama un termine che definisce il gusto aspro del frutto, mentre unedo deriva dal latino, unum edo, è traducibile in: ne mangio uno. Questa la definizione data da Plinio il Vecchio il quale, intorno al 50 a.C., ne consigliava un uso moderato, dato il sapore, a suo modo di vedere, non molto piacevole.
La sua polpa è gialla e il suo sapore leggermente acido ma piacevole, di sicuro un sapore che non si è più abituati ad assaggiare. I corbezzoli sono sempre consumati in Italia, tanto che molti dialetti utilizzano specifici termini per definire questo frutto. Come, ad esempio: albatre, lellarone (a Perugia), albastro, cerase marine o ciliegie marine nella provincia romana. Si dice corbezzoli come esclamazione di stupore e meraviglia, poiché la parola è un eufemismo di corbelli, un termine colorito e antico per indicare i testicoli.
I frutti del corbezzolo si consumano freschi, come sempre la scelta migliore per mantenere intatte le qualità benefiche che il frutto esplica sull’organismo, ma si possono anche conservare sotto spirito. Si possono candire o farne un vino, dalla fermentazione dei frutti, come in Corsica. In Sardegna e in Liguria c’è pure chi prepara un liquore speciale usando proprio le bacche di corbezzolo come ingrediente fondamentale.
Infine, come non sottolineare la bellezza di questo arbusto quando i fiori, in autunno, appaiono sulla pianta contemporaneamente ai frutti. I fiori di corbezzolo attraggono le api, che ne ricavano uno dei mieli più particolari ed apprezzati nel panorama italiano: il miele di corbezzolo, dal particolare sapore amarognolo ed aromatico. Le foglie di corbezzolo, vegetazione ricca di proprietà benefiche per l’organismo, sono utilizzate per aromatizzare formaggi e migliorarne la conservazione. Oltre a mangiarli freschi, quando rossi e maturi, possono venir aggiunti a macedonie e yogurt.
La bellezza del corbezzolo, tra le tante simbologie, venne considerata anche simbolo dell’Italia ottocentesca. Durante il Risorgimento: il poeta Giovanni Pascoli gli dedicò l’ode al corbezzolo, vedendo nei colori dell’arbusto una prefigurazione della bandiera italiana: il rosso dei frutti, il bianco dei fiori e il verde vivo delle foglie.
