Ben-Essere

APPUNTAMENTO A SOVERIA MANNELLI (CZ)

Soveria Mannelli, cittadina in provincia di Catanzaro, è situata in una conca solcata dal fiume Amato, formata dalla depressione dei contrafforti meridionali della Sila e del massiccio del Reventino. La vicinanza del fiume Amato, che sbocca nel Tirreno, e del fiume Corace, che si getta nello Ionio, favoriva il passaggio di uomini e gli scambi di merci.

Storia

L’origine del nome Soveria Mannelli è controversa. Per alcuni il toponimo Soveria sarebbe legato alla presenza di piante di sorbo, suarvu nel dialetto locale. Mentre Mannelli sarebbe legato alla produzione, tipica in questo territorio, di tessuti di lino realizzata con strumenti artigianali in legno, detti manni nel dialetto locale. Lo storico Ferdinando Leo, sulla base di documenti del Seicento, ha ipotizzato che il toponimo Mannelli derivi dal cognome della famiglia Mannelli, mentre Soveria corrisponderebbe all’antico toponimo latino Subareae, da sub = sotto e areae = aie o aree, utilizzato per indicare i territori situati a quote più basse di Mannelli.

Certo è che nel 1592 i territori di Soveria Mannelli furono annessi al feudo di Pittarella, frazione di Pedivigliano, dei baroni Scaglione. Il palazzo baronale costruito per volere di Torquato Scaglione verso la fine del Cinquecento è un’imponente costruzione caratterizzata da una terrazza sostenuta da un porticato a cinque archi. Nel 1922 la famiglia Marasco lo acquistò e l’adiacente chiesa di S. Giovanni Battista venne adibita ad oratorio di campagna del palazzo stesso.

La data di nascita ufficiale del comune di Soveria è fissata al 19 gennaio 1807, data in cui fu elevata a “luogo” dal governo di Rogliano, durante il regno di Giuseppe Bonaparte. Alla vigilia dell’autonomia amministrativa, il 22 marzo 1806, a Soveria era scoppiata una rivolta popolare contro le truppe di occupazione francesi, nota come i Vespri calabresi. Un gruppo di soveritani, guidati da un certo Carmine Caligiuri, assalì le truppe francesi uccidendo quattordici soldati. La rivolta si estese rapidamente ai paesi vicini. Nel corso di uno scontro con le truppe francesi Caligiuri fu ucciso e, per rappresaglia, Soveria fu data alle fiamme.

Un’importante data che segna il periodo risorgimentale è rappresentata dal  30 agosto 1860, quando un corpo dell’esercito borbonico di circa 12.000 uomini, comandato dal generale Ghio, si arrese alle truppe garibaldine di Stocco a seguito dell’azione diplomatica svolta da Ferdinando Bianchi e Eugenio Tano. Lo sbandamento di Soveria fu l’episodio decisivo di quella campagna.

Soveria Mannelli oggi

Attualmente il paese è teatro di una vivace imprenditoria, costituita da una parte dal Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile calabrese, fondata nel 1873, che conserva attivo un monumentale parco macchine di fine Ottocento con il quale ancora realizza la produzione. Dall’altra i moderni stabilimenti grafici della Rubettino Editore e l’opificio industriale della Camillo Sirianni Sas, attivo nella produzione di arredi scolastici. Sono presenti inoltre numerose piccole industrie che operano nel settore alimentare, soprattutto nella lavorazione dei funghi, e piccole imprese che ricorrono a nuove tecnologie.

In occasione dell’evento Appuntamento con la Storia organizzato dalle associazioni culturali ed imprenditoriali del territorio (Slow Food e Fi.DA.PA. Versante Jonico) è stato possibile visitare il Museo Carta Rubbettino e il Museo del Lanificio Leo, prendere parte ad un pranzo raccontato in un delizioso agriturismo del territorio ed infine degustare un tè a Palazzo Marasco.

Tè al bergamotto

Il tè in degustazione non poteva che essere legato alla terra calabrese. E’ stato scelto, dalla relatrice Sandra Ianni, un Early Grey, un tè nero che prevede l’aromatizzazione con il bergamotto, agrume la cui produzione è presente nei centocinquanta chilometri di costa reggina. Insomma la bevanda internazionale più bevuta al mondo aromatizzata con l’agrume calabrese. L’Earl Grey è uno dei tè più famosi al mondo, nonché uno dei più consumati. In Inghilterra è uno dei tè più apprezzati per l’Afternoon tea. La leggenda vuole che il suo nome derivi dal conte, in inglese earlCharles Grey, un diplomatico e Primo Ministro britannico del XIX secolo, a cui durante un viaggio in Cina vennero donate delle foglie di tè nero aromatizzato al bergamotto. Da quell’episodio, la miscela si diffuse e divenne sempre più popolare tra i salotti londinesi, prendendo il nome di Earl Grey in onore del suo scopritore.

Il bergamotto a tavola

La prima piantagione intensiva di alberi di bergamotto in Calabria, denominata bergamotteto, fu opera, nel 1750, del proprietario Nicola Parisi. Il suo uso in gastronomia risale almeno all’aprile del 1536, come risulta dal menu di magro predisposto da Bartolomeo Scappi. Un ricco ed articolato pranzo con ben 190 portate offerto all’imperatore Carlo V, di passaggio a Roma, dal cardinale Lorenzo Campeggi. L’utilizzo del bergamotto oltreché in cucina riguarda soprattutto gli oli essenziali ottenuti dalla buccia dei frutti nonché dai fiori, dalle foglie e dai giovani rametti. L’olio essenziale di bergamotto è esportato in tutto il mondo per la sua proprietà di donare una nota estremamente fresca ed inimitabile alle composizioni di profumeria. È componente essenziale dell’Acqua di Colonia e dei profumi, prodotto grazie al quale il bergamotto ha avuto un uso diffuso in tutto il mondo. 

Torta al Bergamotto

Ingredienti: 260 g farina 00, 160 g zucchero, 1 bustina lievito in polvere per dolci, 80 g latte, 70 g olio di semi di arachide, 2 uova, 1 bergamotto (scorza grattugiata e 50 g di succo), mezza bacca di vaniglia, 30 g granella di zucchero

Preparazione: grattugiate la scorza e spremete il succo del bergamotto (in alternativa utilizzate del succo di bergamotto puro e una scorza di limone). In una ciotola setacciate la farina con il lievito, unite lo zucchero e mescolate. In un’altra mettete le uova, l’olio, il succo e la scorza del bergamotto, il latte (in cui avrete fatto bollire per 5 minuti la vaniglia e lasciato raffreddare per circa un’ora). Mescolate il tutto con una frusta per amalgamare bene gli ingredienti. Oliate e infarinate uno tortiera da 24 cm e tenete da parte. Versate gli ingredienti liquidi, poco alla volta, nella ciotola con gli ingredienti solidi mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Versate il composto nello stampo imburrato e infarinato. Distribuite la granella di zucchero sulla superficie. Infornate in forno preriscaldato a 175° C per 30/35 minuti circa. Fate la prova stuzzicadenti per verificare la cottura, se tende a scurire troppo, copritela con un foglio di alluminio.

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