Sandra Ianni

Dicono di me

 

FESTIVAL FOOD&BOOK 12-15 maggio 2022 Montecatini Terme (PT) https:/www.radio-food.it/ food&book

 

IPPOCRASSO. Storia di un vino Speziato (YCP)  gennaio 2022 il nuovissimo libro di Sandra Ianni, articolo di Angelo Concas su Epulae News (https://epulaenews.it/ippocrasso-storia-di-un-vino-speziato/)

“Fame di fiori. Nutrirsi di bellezza” il libro di Sandra Ianni storica della gastronomia di Graziarosa Villani Ecolago di Bracciano 18.10.2021

https://www.ecolagodibracciano.it/home/fame-di-fiori-nutrirsi-di-bellezza-il-nuovo-libro-di-sandra-ianni-storica-della-gastronomia/?fbclid=IwAR1YB-FSTJ7cfhCqtU0gFMHvK2AswI-RYKUC3yPZ_wxHpR-wC-k5kLllhus

Connessioni in forma di rose – Festa delle Rose  videoconferenza del 24 maggio 2020             https://www.lentelocale.it/home/connessioni-in-forma-di-rose-buona-riuscita-della-manifestazione-organizzata-dalla-casa-delle-erbe/

“I migliori vini italiani” Roma, Palazzo delle Fontane 15 febbraio 2020 intervista a Sandra Ianni sui vini ippocratici

https://studio.youtube.com/video/giSRF43gCe4/edit

Sandra Ianni e il suo studio del Cinquecento. Hypoclas e calligrafia cancelleresca  https://www.bellascrittura.eu/sandra-ianni-ippocrasso-cancelleresca/?unapproved=1586&moderation-hash=cd8d4ecd961e9d5145e1b7556fd263bb#comment-1586

RAI 3 GEO puntata del 7 gennaio 2020 L’elisir di Isabella  di Salvatore Braca (https://youtu.be/qLcjQCtctrQ )

MIXERPLANET  articolo di Nicole Cavazzuti  https://www.mixerplanet.com/lady-amarena-giuria-100-femminile-per-la-competizione-delle-barlady_166219/?fbclid=IwAR300xDdFFLAdqHdEopwW-QxjqCLCZE_YKNAHoiJlxAxNa7PBBmu_86-UY8

BARGIORNALE  LADY AMARENA 2019 – 16 ottobre 2019 https://www.bargiornale.it/spirit/adriana-firicano-conquista-il-titolo-di-lady-amarena-italia/?fbclid=IwAR0ndai2CPHoFZjZ0_AjJXDLNnYG7YBkUrsAbom5Q-f6Wqi_ntZalaRzzZA

LENTELOCALE
30 settembre 2019 https://www.lentelocale.it “Alla-corte-di-isabella-de-medici-alla-biblioteca-comunale-di-siderno-un-bel-pomeriggio-di-racconti-e-ricette.

LOCRIDE CULTURA

https://www.locridecultura.it/editoria/alla-corte-di-isabella-de-medici-orsini-sabato-24-alla-biblioteca-comunale-di-siderno-la-presentazione-evento-del-libro-di-sandra-ianni/

Evento rievocazione storica Sipicciano (VT)                    http://www.viterbonews24.it/news/a-sipicciano-per-rivivere-le-nozze-di-federico-baglioni-e-curia-piccolomini-todeschini_97480.htm

VANITY FAIR                                                                                             https://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/hotel/2018/12/21/roma-ristorante-menu-rinascimentale-hotel

Presentazione progetto “Viaggio in Calabria” in Senato http://www.romeinsider.it/2019/06/presentazione-progetto-viaggio-in.html

 Comunicato ANSA 28 maggio 2019 – Presentazione libro “Alla corte di donna Isabella de’ Medici Orsini. Racconti e ricette ” (YCP) di Sandra Ianni presso il Senato della Repubblica – Sala caduti di Nassirya-  Conferenze itineranti: “Viaggio in Calabria”.

Videointervista su RadioRoma Capitale (FM 93,00) del 1° maggio 2019   (https://vimeo.com/332827926 )

BARGIORNALE  l’articolo di Stefano Nincevich edizione cartacea di  Bargiornale  aprile 2019 (Sandra Ianni. Sociologa, sommelier, esperta in cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche. Svolge attività come relatrice per Slow Food ed altre associazioni su erbe aromatiche, spezie, vini, cioccolato e tè. Fa parte del team di super esperti del Borgo Antichi Orti)

Slash Radio web  –   XI Meeting lettori di Kaleidos  del  7 marzo 2019 –  intervista   a Sandra Ianni a cura di Luisa Bartolucci e  Chiara Gargioli con la partecipazione della stilista Stefania Cavalieri (https://www.facebook.com/SlashRadioWeb/videos/263829904501027/UzpfSTIzODY1MjU0MTQ3MjMzOTE6MjY0NzczMTY5NTI2OTQyNw/?modal=admin_todo_tour)

Giuseppe Stabile, “In 16 ad Assisi per la finale di Quinta Essentiae Competition” Bargiornale 16 febbraio 2019 (https://www.bargiornale.it/spirit/in-16-ad-assisi-per-la-finale-di-quinta-essentiae-competition/)

 

Paola Scarsi , in Dazebao News il portale della scienza e della cultura dicembre 2018 (http://www.dazebaonews.it/cultura/il-libro/49480-libri-alla-corte-di-donna-isabella-de-medici-orsini-racconti-e-ricette-recensione.html?fbclid=IwAR3rkMvRHOF4c534NtR9VI8dVIgN2U7mzveSQPa–oYJlhwc0k8tIUWjO0c)

 La Stampa “A Roma il Rinascimento è nel piatto”  11 dicembre 2018 (https://www.lastampa.it/2018/12/11/societa/a-roma-il-rinascimento-nel-piatto-3zA6h5ABP6zKZ4ySdryxjL/pagina.html)

RADIO RAI 1, L’intervista all’autrice Sandra Ianni della giornalista Alessandra Rauti  andata in onda su RADIO RAI 1  il 19 novembre 2018 nell’ambito della trasmissione “Incontri d’autore” viene commentata in questo video con alcune immagini in tema (http://www.vimeo.com/309016658)

Cristiana Carnevali in Mangialibri  novembre 2018: http://www.mangialibri.com/self-publishing/alla-corte-di-donna-isabella-de%E2%80%99-medici-orsini

24-25-26 giugno: arriva la IX edizione di Laghidivini: l’evento che dà voce alle produzioni vitivinicole lacustri   articolo pubblicato su SO WINE SO FOOD il 17 giugno 2016 (http://www.sowinesofood.it/rubriche/eventi/220-24-25-26-giugno-arriva-la-ix-edizione-di-laghidivini-l-evento-che-da-voce-alle-produzioni-vitivinicole-lacustri)

Alchimia e le donne a CRAC   articolo di Monika Momon Sojkova )

Un affascinante cena dei profumi, tra stimoli e ricordi   articolo di Cristiana  Carnevali  su Semplicemente una donna del 27 marzo 2017 (https://semplicementeunadonna.weebly.com/home/unaffascinante-cena-dei-profumi-tra-stimoli-e-ricordi)

Hypoclas, il vino medicamentoso  articolo di Cinzia Bonfà sul n.180 di Bibenda  del 18 marzo 2016 (https://www.bibenda.it/news_bibenda_singola.php?id=3192)

Laghidivini ancora una volta a Bracciano articolo di Emanuele Perugini su  il Oltre il castello del 15 giugno 2016 (https://oltreilcastello.wordpress.com/2016/06/15/laghidivini-ancora-una-volta-a-bracciano/)

Vini nati sulle  sponde  dei laghi Bracciano 20-22 giugno 2014  Fonte ANSA    (http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/vino/2014/06/03/vini-nati-su-sponde-laghi-200-in-degustazione-a-laghidivini_2c55049c-da38-4406-aae4-e9018abe2492.html)

PROSIT, viaggio tra bevande e sapori dall’Antichità al Medioevo  articolo di Nazzarena Barni Fritsch su Epulaenews dell’8 febbraio 2011  (http://www.epulae.it/giornale/articolo_det.asp?ID=1880)

 

FESTIVAL

(

Ovvero quando a nutrirci non sono soltanto i cibi ma anche le parole.

Nel luglio del 2017 venni invitata a parlare di cibo, nei dintorni di Paestum, in un convegno di medicina integrata dal titolo Digestio. Nel prepararmi l’intervento riflettevo sul tema pensando che gli interlocutori sarebbero  stati: medici, nutrizionisti, erboristi,  operatori del benessere. Cercai quindi un taglio “su misura” per me;  rammentandomi del proverbio latino che recita: digestio fit in ore, divenne tutto molto chiaro. Partii così dalla bocca e da un gioco di parole attinente la digestione. Come ad esempio aver fame di dati, non digerire una notizia, aver sete di informazioni, non digerire un concetto.

Era chiaro, a nutrirci non erano solo i cibi ma anche le parole.

Mi ritornavano alla mente i concetti dell’antropologo Marvin Harris , cioè come il cibo sia buono da pensare, oltreché da mangiare

Riflettevo che recepta, deriva da receptus, formula medica indicante il rimedio che deve prendere il malato, che inizia, appunto, con la parola recipe, cioè prendi.

Il cibo, da gastronoma e cultrice delle tradizioni enogastronomiche, lo sapevo bene è da sempre nutrimento per il corpo e per l’anima. Carico di suggestioni simboliche, veicolo di affettività, amore e passione. La letteratura di ogni tempo e di ogni latitudine ha dedicato a questo simbolismo, così complesso e affascinante, alcune delle sue pagine più belle.

Parole e cibo, saperi e sapori sono, nella nostra cultura, termini molto famigliari e ridondanti. Ve ne fornisco subito qualche testimonianza.  Noi abbiamo appetito di conoscenza;  fame d’informazioni; noi divoriamo un romanzo; facciamo indigestione di dati; non siamo mai sazi di racconti; mastichiamo un po’ di inglese;  ruminiamo qualche progetto; digeriamo a fatica alcuni concetti; mentre assimiliamo meglio certe idee piuttosto che altre. Molti di noi hanno sete di sapere. Spesso ci beviamo una storia soprattutto se nel narrarcela sono state usate parole dolci, invece di condirla con amare considerazioni, con battute acide o disgustose, o, peggio ancora, con allocuzioni insipide. Non a caso le storielle più appetitose sono quelle infarcite di aneddoti pepati, di descrizioni piccanti e, vuoi anche, di paragoni gustosi.

Ecco  che a partire dall’analogia tra il nutrimento del corpo e quello della mente è possibile riconsiderare il rapporto, in verità non troppo sotterraneo, fra parole e cibo, nutrimento e digestione.Che legame c’è tra cibo e parola?

Innanzitutto entrambe hanno a che fare con la bocca. Il cibo in concreto attraversa gli organi di trasmissione della parola nel momento in cui entra dentro di noi e naturalmente si pone, da subito, il problema molto complesso del rapporto con la parola. È cattiva educazione, e spesso è anche rischio di soffocamento, parlare mangiando. Se si parla, non si mangia e se si mangia, è meglio non parlare. Meglio non parlare a bocca piena. Lo insegnavano le nostre mamme, ed è, forse, ancora una delle poche regole del nostro vivere civile. Questo dimostra che si tratta, solo all’apparenza, di due cose che si negano a vicenda.

Quando la parola si nutre di cibo essa è cibo, insegue il cibo, parla del cibo, canta il cibo. Tuttavia nello stesso tempo il corpo si nutre di parole, poiché la parola è un nutrimento del corpo e dell’anima. Il cibo è un grande elemento di socializzazione tra le persone, ma è anche causa di guerra, di lotte. Il cibo ha una natura molto ambigua, una doppia faccia: una buona e una cattiva. Fra le cose che distinguono l’uomo dagli altri esseri viventi vi è il particolare legame (religioso, sacro, estetico) che egli, sin dall’inizio della sua storia, ha istituito con il cibo.

Lo stretto rapporto tra cultura e cibo, storia e alimentazione, parole e nutrimento hanno accompagnato e accompagneranno ancora la nostra storia, la nostra cultura. Pertanto vi invito a riflettere su quanto il sociologo francese Claude Fischler* ci suggerisce: Mettiamoci all’ascolto dei nostri sensi per riscoprire i nostri alimenti e il nostro corpo insieme. E’ forse significativo il fatto che sapere, etimologicamente, deriva da sapore: se avere sapore vuol dire sapere, allora urge accrescere le nostre competenze in questo campo. Scopriremo così ciò che mangiamo e al tempo stesso quel che siamo.

* Claude Fischler. Direttore della ricerca presso il CNRS, l’agenzia nazionale di ricerca francese, responsabile del Centre Edgar Morin, in Italia noto anche per il saggio L’onnivoro, ha sempre indagato il ruolo del cibo e dell’alimentazione nelle società. Perché il cibo riguarda tutti, e tutto: il tempo e lo spazio, la salute e il piacere, la qualità della vita e l’ambiente.

Ovvero quando a nutrirci non sono soltanto i cibi ma anche le parole.

Nel luglio del 2017 venni invitata a parlare di cibo, nei dintorni di Paestum, in un convegno di medicina integrata dal titolo Digestio. Nel prepararmi l’intervento riflettevo sul tema pensando che gli interlocutori sarebbero  stati: medici, nutrizionisti, erboristi,  operatori del benessere. Cercai quindi un taglio “su misura” per me;  rammentandomi del proverbio latino che recita: digestio fit in ore, divenne tutto molto chiaro. Partii così dalla bocca e da un gioco di parole attinente la digestione. Come ad esempio aver fame di dati, non digerire una notizia, aver sete di informazioni, non digerire un concetto.

Era chiaro, a nutrirci non erano solo i cibi ma anche le parole.

Mi ritornavano alla mente i concetti dell’antropologo Marvin Harris , cioè come il cibo sia buono da pensare, oltreché da mangiare

Riflettevo che recepta, deriva da receptus, formula medica indicante il rimedio che deve prendere il malato, che inizia, appunto, con la parola recipe, cioè prendi.

Il cibo, da gastronoma e cultrice delle tradizioni enogastronomiche, lo sapevo bene è da sempre nutrimento per il corpo e per l’anima. Carico di suggestioni simboliche, veicolo di affettività, amore e passione. La letteratura di ogni tempo e di ogni latitudine ha dedicato a questo simbolismo, così complesso e affascinante, alcune delle sue pagine più belle.

Parole e cibo, saperi e sapori sono, nella nostra cultura, termini molto famigliari e ridondanti. Ve ne fornisco subito qualche testimonianza.  Noi abbiamo appetito di conoscenza;  fame d’informazioni; noi divoriamo un romanzo; facciamo indigestione di dati; non siamo mai sazi di racconti; mastichiamo un po’ di inglese;  ruminiamo qualche progetto; digeriamo a fatica alcuni concetti; mentre assimiliamo meglio certe idee piuttosto che altre. Molti di noi hanno sete di sapere. Spesso ci beviamo una storia soprattutto se nel narrarcela sono state usate parole dolci, invece di condirla con amare considerazioni, con battute acide o disgustose, o, peggio ancora, con allocuzioni insipide. Non a caso le storielle più appetitose sono quelle infarcite di aneddoti pepati, di descrizioni piccanti e, vuoi anche, di paragoni gustosi.

Ecco  che a partire dall’analogia tra il nutrimento del corpo e quello della mente è possibile riconsiderare il rapporto, in verità non troppo sotterraneo, fra parole e cibo, nutrimento e digestione.Che legame c’è tra cibo e parola?

Innanzitutto entrambe hanno a che fare con la bocca. Il cibo in concreto attraversa gli organi di trasmissione della parola nel momento in cui entra dentro di noi e naturalmente si pone, da subito, il problema molto complesso del rapporto con la parola. È cattiva educazione, e spesso è anche rischio di soffocamento, parlare mangiando. Se si parla, non si mangia e se si mangia, è meglio non parlare. Meglio non parlare a bocca piena. Lo insegnavano le nostre mamme, ed è, forse, ancora una delle poche regole del nostro vivere civile. Questo dimostra che si tratta, solo all’apparenza, di due cose che si negano a vicenda.

Quando la parola si nutre di cibo essa è cibo, insegue il cibo, parla del cibo, canta il cibo. Tuttavia nello stesso tempo il corpo si nutre di parole, poiché la parola è un nutrimento del corpo e dell’anima. Il cibo è un grande elemento di socializzazione tra le persone, ma è anche causa di guerra, di lotte. Il cibo ha una natura molto ambigua, una doppia faccia: una buona e una cattiva. Fra le cose che distinguono l’uomo dagli altri esseri viventi vi è il particolare legame (religioso, sacro, estetico) che egli, sin dall’inizio della sua storia, ha istituito con il cibo.

Lo stretto rapporto tra cultura e cibo, storia e alimentazione, parole e nutrimento hanno accompagnato e accompagneranno ancora la nostra storia, la nostra cultura. Pertanto vi invito a riflettere su quanto il sociologo francese Claude Fischler* ci suggerisce: Mettiamoci all’ascolto dei nostri sensi per riscoprire i nostri alimenti e il nostro corpo insieme. E’ forse significativo il fatto che sapere, etimologicamente, deriva da sapore: se avere sapore vuol dire sapere, allora urge accrescere le nostre competenze in questo campo. Scopriremo così ciò che mangiamo e al tempo stesso quel che siamo.

* Claude Fischler. Direttore della ricerca presso il CNRS, l’agenzia nazionale di ricerca francese, responsabile del Centre Edgar Morin, in Italia noto anche per il saggio L’onnivoro, ha sempre indagato il ruolo del cibo e dell’alimentazione nelle società. Perché il cibo riguarda tutti, e tutto: il tempo e lo spazio, la salute e il piacere, la qualità della vita e l’ambiente.

Ovvero quando a nutrirci non sono soltanto i cibi ma anche le parole.

Nel luglio del 2017 venni invitata a parlare di cibo, nei dintorni di Paestum, in un convegno di medicina integrata dal titolo Digestio. Nel prepararmi l’intervento riflettevo sul tema pensando che gli interlocutori sarebbero  stati: medici, nutrizionisti, erboristi,  operatori del benessere. Cercai quindi un taglio “su misura” per me;  rammentandomi del proverbio latino che recita: digestio fit in ore, divenne tutto molto chiaro. Partii così dalla bocca e da un gioco di parole attinente la digestione. Come ad esempio aver fame di dati, non digerire una notizia, aver sete di informazioni, non digerire un concetto.

Era chiaro, a nutrirci non erano solo i cibi ma anche le parole.

Mi ritornavano alla mente i concetti dell’antropologo Marvin Harris , cioè come il cibo sia buono da pensare, oltreché da mangiare

Riflettevo che recepta, deriva da receptus, formula medica indicante il rimedio che deve prendere il malato, che inizia, appunto, con la parola recipe, cioè prendi.

Il cibo, da gastronoma e cultrice delle tradizioni enogastronomiche, lo sapevo bene è da sempre nutrimento per il corpo e per l’anima. Carico di suggestioni simboliche, veicolo di affettività, amore e passione. La letteratura di ogni tempo e di ogni latitudine ha dedicato a questo simbolismo, così complesso e affascinante, alcune delle sue pagine più belle.

Parole e cibo, saperi e sapori sono, nella nostra cultura, termini molto famigliari e ridondanti. Ve ne fornisco subito qualche testimonianza.  Noi abbiamo appetito di conoscenza;  fame d’informazioni; noi divoriamo un romanzo; facciamo indigestione di dati; non siamo mai sazi di racconti; mastichiamo un po’ di inglese;  ruminiamo qualche progetto; digeriamo a fatica alcuni concetti; mentre assimiliamo meglio certe idee piuttosto che altre. Molti di noi hanno sete di sapere. Spesso ci beviamo una storia soprattutto se nel narrarcela sono state usate parole dolci, invece di condirla con amare considerazioni, con battute acide o disgustose, o, peggio ancora, con allocuzioni insipide. Non a caso le storielle più appetitose sono quelle infarcite di aneddoti pepati, di descrizioni piccanti e, vuoi anche, di paragoni gustosi.

Ecco  che a partire dall’analogia tra il nutrimento del corpo e quello della mente è possibile riconsiderare il rapporto, in verità non troppo sotterraneo, fra parole e cibo, nutrimento e digestione.Che legame c’è tra cibo e parola?

Innanzitutto entrambe hanno a che fare con la bocca. Il cibo in concreto attraversa gli organi di trasmissione della parola nel momento in cui entra dentro di noi e naturalmente si pone, da subito, il problema molto complesso del rapporto con la parola. È cattiva educazione, e spesso è anche rischio di soffocamento, parlare mangiando. Se si parla, non si mangia e se si mangia, è meglio non parlare. Meglio non parlare a bocca piena. Lo insegnavano le nostre mamme, ed è, forse, ancora una delle poche regole del nostro vivere civile. Questo dimostra che si tratta, solo all’apparenza, di due cose che si negano a vicenda.

Quando la parola si nutre di cibo essa è cibo, insegue il cibo, parla del cibo, canta il cibo. Tuttavia nello stesso tempo il corpo si nutre di parole, poiché la parola è un nutrimento del corpo e dell’anima. Il cibo è un grande elemento di socializzazione tra le persone, ma è anche causa di guerra, di lotte. Il cibo ha una natura molto ambigua, una doppia faccia: una buona e una cattiva. Fra le cose che distinguono l’uomo dagli altri esseri viventi vi è il particolare legame (religioso, sacro, estetico) che egli, sin dall’inizio della sua storia, ha istituito con il cibo.

Lo stretto rapporto tra cultura e cibo, storia e alimentazione, parole e nutrimento hanno accompagnato e accompagneranno ancora la nostra storia, la nostra cultura. Pertanto vi invito a riflettere su quanto il sociologo francese Claude Fischler* ci suggerisce: Mettiamoci all’ascolto dei nostri sensi per riscoprire i nostri alimenti e il nostro corpo insieme. E’ forse significativo il fatto che sapere, etimologicamente, deriva da sapore: se avere sapore vuol dire sapere, allora urge accrescere le nostre competenze in questo campo. Scopriremo così ciò che mangiamo e al tempo stesso quel che siamo.

* Claude Fischler. Direttore della ricerca presso il CNRS, l’agenzia nazionale di ricerca francese, responsabile del Centre Edgar Morin, in Italia noto anche per il saggio L’onnivoro, ha sempre indagato il ruolo del cibo e dell’alimentazione nelle società. Perché il cibo riguarda tutti, e tutto: il tempo e lo spazio, la salute e il piacere, la qualità della vita e l’ambiente.

Ovvero quando a nutrirci non sono soltanto i cibi ma anche le parole.

Nel luglio del 2017 venni invitata a parlare di cibo, nei dintorni di Paestum, in un convegno di medicina integrata dal titolo Digestio. Nel prepararmi l’intervento riflettevo sul tema pensando che gli interlocutori sarebbero  stati: medici, nutrizionisti, erboristi,  operatori del benessere. Cercai quindi un taglio “su misura” per me;  rammentandomi del proverbio latino che recita: digestio fit in ore, divenne tutto molto chiaro. Partii così dalla bocca e da un gioco di parole attinente la digestione. Come ad esempio aver fame di dati, non digerire una notizia, aver sete di informazioni, non digerire un concetto.

Era chiaro, a nutrirci non erano solo i cibi ma anche le parole.

Mi ritornavano alla mente i concetti dell’antropologo Marvin Harris , cioè come il cibo sia buono da pensare, oltreché da mangiare

Riflettevo che recepta, deriva da receptus, formula medica indicante il rimedio che deve prendere il malato, che inizia, appunto, con la parola recipe, cioè prendi.

Il cibo, da gastronoma e cultrice delle tradizioni enogastronomiche, lo sapevo bene è da sempre nutrimento per il corpo e per l’anima. Carico di suggestioni simboliche, veicolo di affettività, amore e passione. La letteratura di ogni tempo e di ogni latitudine ha dedicato a questo simbolismo, così complesso e affascinante, alcune delle sue pagine più belle.

Parole e cibo, saperi e sapori sono, nella nostra cultura, termini molto famigliari e ridondanti. Ve ne fornisco subito qualche testimonianza.  Noi abbiamo appetito di conoscenza;  fame d’informazioni; noi divoriamo un romanzo; facciamo indigestione di dati; non siamo mai sazi di racconti; mastichiamo un po’ di inglese;  ruminiamo qualche progetto; digeriamo a fatica alcuni concetti; mentre assimiliamo meglio certe idee piuttosto che altre. Molti di noi hanno sete di sapere. Spesso ci beviamo una storia soprattutto se nel narrarcela sono state usate parole dolci, invece di condirla con amare considerazioni, con battute acide o disgustose, o, peggio ancora, con allocuzioni insipide. Non a caso le storielle più appetitose sono quelle infarcite di aneddoti pepati, di descrizioni piccanti e, vuoi anche, di paragoni gustosi.

Ecco  che a partire dall’analogia tra il nutrimento del corpo e quello della mente è possibile riconsiderare il rapporto, in verità non troppo sotterraneo, fra parole e cibo, nutrimento e digestione.Che legame c’è tra cibo e parola?

Innanzitutto entrambe hanno a che fare con la bocca. Il cibo in concreto attraversa gli organi di trasmissione della parola nel momento in cui entra dentro di noi e naturalmente si pone, da subito, il problema molto complesso del rapporto con la parola. È cattiva educazione, e spesso è anche rischio di soffocamento, parlare mangiando. Se si parla, non si mangia e se si mangia, è meglio non parlare. Meglio non parlare a bocca piena. Lo insegnavano le nostre mamme, ed è, forse, ancora una delle poche regole del nostro vivere civile. Questo dimostra che si tratta, solo all’apparenza, di due cose che si negano a vicenda.

Quando la parola si nutre di cibo essa è cibo, insegue il cibo, parla del cibo, canta il cibo. Tuttavia nello stesso tempo il corpo si nutre di parole, poiché la parola è un nutrimento del corpo e dell’anima. Il cibo è un grande elemento di socializzazione tra le persone, ma è anche causa di guerra, di lotte. Il cibo ha una natura molto ambigua, una doppia faccia: una buona e una cattiva. Fra le cose che distinguono l’uomo dagli altri esseri viventi vi è il particolare legame (religioso, sacro, estetico) che egli, sin dall’inizio della sua storia, ha istituito con il cibo.

Lo stretto rapporto tra cultura e cibo, storia e alimentazione, parole e nutrimento hanno accompagnato e accompagneranno ancora la nostra storia, la nostra cultura. Pertanto vi invito a riflettere su quanto il sociologo francese Claude Fischler* ci suggerisce: Mettiamoci all’ascolto dei nostri sensi per riscoprire i nostri alimenti e il nostro corpo insieme. E’ forse significativo il fatto che sapere, etimologicamente, deriva da sapore: se avere sapore vuol dire sapere, allora urge accrescere le nostre competenze in questo campo. Scopriremo così ciò che mangiamo e al tempo stesso quel che siamo.

* Claude Fischler. Direttore della ricerca presso il CNRS, l’agenzia nazionale di ricerca francese, responsabile del Centre Edgar Morin, in Italia noto anche per il saggio L’onnivoro, ha sempre indagato il ruolo del cibo e dell’alimentazione nelle società. Perché il cibo riguarda tutti, e tutto: il tempo e lo spazio, la salute e il piacere, la qualità della vita e l’ambiente.

“I migliori vini italiani” Roma, Palazzo delle Fontane 15 febbraio 2020


Sandra Ianni e il suo studio del Cinquecento. Hypoclas e calligrafia cancelleresca 

https://www.bellascrittura.eu/sandra-ianni-ippocrasso-cancelleresca/?unapproved=1586&moderation-hash=cd8d4ecd961e9d5145e1b7556fd263bb#comment-1586

RAI 3 GEO puntata del 7 gennaio 2020 L’elisir di Isabella  di Salvatore Braca (https://youtu.be/qLcjQCtctrQ )

MIXERPLANET  articolo di Nicole Cavazzuti  https://www.mixerplanet.com/lady-amarena-giuria-100-femminile-per-la-competizione-delle-barlady_166219/?fbclid=IwAR300xDdFFLAdqHdEopwW-QxjqCLCZE_YKNAHoiJlxAxNa7PBBmu_86-UY8

BARGIORNALE  LADY AMARENA 2019 – 16 ottobre 2019 https://www.bargiornale.it/spirit/adriana-firicano-conquista-il-titolo-di-lady-amarena-italia/?fbclid=IwAR0ndai2CPHoFZjZ0_AjJXDLNnYG7YBkUrsAbom5Q-f6Wqi_ntZalaRzzZA

LENTELOCALE
30 settembre 2019 https://www.lentelocale.it “Alla-corte-di-isabella-de-medici-alla-biblioteca-comunale-di-siderno-un-bel-pomeriggio-di-racconti-e-ricette.

LOCRIDE CULTURA

https://www.locridecultura.it/editoria/alla-corte-di-isabella-de-medici-orsini-sabato-24-alla-biblioteca-comunale-di-siderno-la-presentazione-evento-del-libro-di-sandra-ianni/

Evento rievocazione storica Sipicciano (VT)                    http://www.viterbonews24.it/news/a-sipicciano-per-rivivere-le-nozze-di-federico-baglioni-e-curia-piccolomini-todeschini_97480.htm

VANITY FAIR                                                                                             https://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/hotel/2018/12/21/roma-ristorante-menu-rinascimentale-hotel

Presentazione progetto “Viaggio in Calabria” in Senato http://www.romeinsider.it/2019/06/presentazione-progetto-viaggio-in.html

 Comunicato ANSA 28 maggio 2019 – Presentazione libro “Alla corte di donna Isabella de’ Medici Orsini. Racconti e ricette ” (YCP) di Sandra Ianni presso il Senato della Repubblica – Sala caduti di Nassirya-  Conferenze itineranti: “Viaggio in Calabria”.

Videointervista su RadioRoma Capitale (FM 93,00) del 1° maggio 2019   (https://vimeo.com/332827926 )

BARGIORNALE  l’articolo di Stefano Nincevich edizione cartacea di  Bargiornale  aprile 2019 (Sandra Ianni. Sociologa, sommelier, esperta in cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche. Svolge attività come relatrice per Slow Food ed altre associazioni su erbe aromatiche, spezie, vini, cioccolato e tè. Fa parte del team di super esperti del Borgo Antichi Orti)

Slash Radio web  –   XI Meeting lettori di Kaleidos  del  7 marzo 2019 –  intervista   a Sandra Ianni a cura di Luisa Bartolucci e  Chiara Gargioli con la partecipazione della stilista Stefania Cavalieri (https://www.facebook.com/SlashRadioWeb/videos/263829904501027/UzpfSTIzODY1MjU0MTQ3MjMzOTE6MjY0NzczMTY5NTI2OTQyNw/?modal=admin_todo_tour)

Giuseppe Stabile, “In 16 ad Assisi per la finale di Quinta Essentiae Competition” Bargiornale 16 febbraio 2019 (https://www.bargiornale.it/spirit/in-16-ad-assisi-per-la-finale-di-quinta-essentiae-competition/)

 

Paola Scarsi , in Dazebao News il portale della scienza e della cultura dicembre 2018 (http://www.dazebaonews.it/cultura/il-libro/49480-libri-alla-corte-di-donna-isabella-de-medici-orsini-racconti-e-ricette-recensione.html?fbclid=IwAR3rkMvRHOF4c534NtR9VI8dVIgN2U7mzveSQPa–oYJlhwc0k8tIUWjO0c)

 La Stampa “A Roma il Rinascimento è nel piatto”  11 dicembre 2018 (https://www.lastampa.it/2018/12/11/societa/a-roma-il-rinascimento-nel-piatto-3zA6h5ABP6zKZ4ySdryxjL/pagina.html)

RADIO RAI 1, L’intervista all’autrice Sandra Ianni della giornalista Alessandra Rauti  andata in onda su RADIO RAI 1  il 19 novembre 2018 nell’ambito della trasmissione “Incontri d’autore” viene commentata in questo video con alcune immagini in tema (http://www.vimeo.com/309016658)

Cristiana Carnevali in Mangialibri  novembre 2018: http://www.mangialibri.com/self-publishing/alla-corte-di-donna-isabella-de%E2%80%99-medici-orsini

24-25-26 giugno: arriva la IX edizione di Laghidivini: l’evento che dà voce alle produzioni vitivinicole lacustri   articolo pubblicato su SO WINE SO FOOD il 17 giugno 2016 (http://www.sowinesofood.it/rubriche/eventi/220-24-25-26-giugno-arriva-la-ix-edizione-di-laghidivini-l-evento-che-da-voce-alle-produzioni-vitivinicole-lacustri)

Alchimia e le donne a CRAC   articolo di Monika Momon Sojkova )

Un affascinante cena dei profumi, tra stimoli e ricordi   articolo di Cristiana  Carnevali  su Semplicemente una donna del 27 marzo 2017 (https://semplicementeunadonna.weebly.com/home/unaffascinante-cena-dei-profumi-tra-stimoli-e-ricordi)

Hypoclas, il vino medicamentoso  articolo di Cinzia Bonfà sul n.180 di Bibenda  del 18 marzo 2016 (https://www.bibenda.it/news_bibenda_singola.php?id=3192)

Laghidivini ancora una volta a Bracciano articolo di Emanuele Perugini su  il Oltre il castello del 15 giugno 2016 (https://oltreilcastello.wordpress.com/2016/06/15/laghidivini-ancora-una-volta-a-bracciano/)

Vini nati sulle  sponde  dei laghi Bracciano 20-22 giugno 2014  Fonte ANSA    (http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/vino/2014/06/03/vini-nati-su-sponde-laghi-200-in-degustazione-a-laghidivini_2c55049c-da38-4406-aae4-e9018abe2492.html)

PROSIT, viaggio tra bevande e sapori dall’Antichità al Medioevo  articolo di Nazzarena Barni Fritsch su Epulaenews dell’8 febbraio 2011  (http://www.epulae.it/giornale/articolo_det.asp?ID=1880)

Presentazione progetto “Viaggio in Calabria” in Senato

http://www.romeinsider.it/2019/06/presentazione-progetto-viaggio-in.html

L’intervista all’autrice Sandra Ianni della giornalista Alessandra Rauti  andata in onda su RADIO RAI 1  il 19 novembre 2018 nell’ambito della trasmissione “Incontri d’autore” viene commentata in questo video con alcune immagini in tema. 

 

Sandra Ianni