Due mondi apparentemente distanti hanno trovato modi sorprendenti per intrecciarsi nel corso dei secoli: il cibo e la moda. Per comprendere appieno questo legame affascinante, è necessario fare un tuffo nella storia. Nell’antichità, gli abiti non solo proteggevano il corpo, ma riflettevano anche lo status sociale e il gusto estetico del portatore. Allo stesso modo, il cibo non era semplicemente una necessità biologica, ma una forma di espressione culturale e sociale.
Fortemente legato alla moda è il colore. Il simbolismo del colore non è costante, ma differisce a seconda delle varie culture e delle situazioni specifiche. Il nero e il grigio erano i colori di cui dovevano vestirsi i contadini, per ordine di Carlo Magno, essi rappresentavano il lutto e la penitenza.

Papa Innocenzo III ne promosse l’utilizzo per l’Avvento e la Quaresima, ma sul finire del XV secolo il nero divenne ricco e profondo, a seguito di costose tecniche di tintura, e pertanto diventò uno dei colori preferiti dalla nobiltà.
Il bianco significa purezza se usato per un abito da sposa, ma in Cina o in Giappone, significa lutto. Nel passato è possibile appurare che alcuni colori sono stati considerati più preziosi e ricercati di altri, come nel caso del rosso e del viola. Il rosso era considerato il colore regale poiché evoca il fuoco, quindi potere, vittoria e protezione da malattie e da spiriti maligni. Altro colore regale è rappresentato dal blu che può simboleggiare lealtà, spiritualità e armonia. L’arancione nel buddismo rappresenta il colore dell’illuminazione, il più alto stato dell’anima.

Il giallo solitamente si abbina ai golosi, suscita la presenza di un qualcosa di prezioso ma non manca di significati negativi come risulta nell’iconografia di tutta Europa. Negli affreschi medioevali, infatti i traditori, i musulmani e gli ebrei erano rappresentati vestiti di giallo.

Il verde è il colore più rilassante in assoluto anche in virtù del fatto che per l’occhio umano è il più semplice da rielaborare. Quando siamo immersi nella natura ci sentiamo bene, ci pervade una calma profonda e il contesto ci provoca un’irresistibile e positiva attrazione
Il colore domina molti cibi, non c’è campagna di educazione alimentare che non tenga conto dell’importanza del colore.
La percezione visiva, allo stesso modo di quella olfattiva, consente, inoltre, di anticipare il sapore dei cibi e la sua importanza è tale da risultare determinante nelle scelte nutrizionali che la maggior parte delle persone compiono. Prima ancora del profumo, è il colore dei cibi ad attirare gli sguardi dei golosi.
Proprio riflettendo su questi aspetti che è stato progettato l’appuntamento del 14 novembre presso lo show room di Martino Midali di Cagliari, evento che mette insieme la sfilata di capi della collezione inverno 2025 e i racconti e le curiosità sul cibo narrati da Sandra Ianni. A tenere insieme due settori a prima vista molto lontani è il comun denominatore fornito proprio dal colore.
