Sandra Ianni

I vini delle comunità monastiche del Monte Athos (Grecia)

Il Monte Athos, ovvero Monte Santo, è una repubblica monastica indipendente situata nella penisola calcidica (Grecia), in un luogo incontaminato dichiarato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, dove insistono venti conventi abitati da circa duemila monaci. L’ingresso è riservato ai soli uomini e sottoposto alla richiesta di un particolare permesso di visita affinché la vita monastica non venga turbata.
La comunità oltre al vino per le celebrazioni eucaristiche e per le proprie esigenze alimentari ha iniziato a produrre vini da destinare al consumo esterno dando così un nuovo impulso a quei luoghi in cui il vino si produce da secoli. A partire dagli anni ’90 ad opera di padre Epifanio ha avviato un lungo ed importante lavoro nel Monte Athos a partire dal vigneto di Myloptamos, che ha consentito la produzione di interessanti vini biologici da vitigni internazionali che hanno trovato in quel luogo santo, la terra che la tradizione vuole essere il giardino della Madonna, un territorio di elezione. 
Il festival Laghidivini che si terrà l’ultimo fine settimana di giugno sul lago di Bracciano (RM) costituirà l’occasione per conoscere i vini di padre Epifanio ed, in anteprima assoluta,  quelli del monastero di Vatopedi. L’idea di portare sulle sponde dei lago sabatino i vini monastici è nata entrando in contatto con i coordinatori del progetto denominato appunto “Monte Athos” (http://www.progettomonteathos.it/) sostenuto dalla scuola di fitoterapia dell’Università degli Studi della Tuscia (VT) e si è così concretizzato l’invito che vedrà anche la testimonianza diretta di padre Raphael e dei referenti del gruppo di lavoro.
Ad occuparsi direttamente della produzione enologica a Vatopedi, monastero fondato da Costantino il Grande nel IX secolo, è padre Ftimios e padre Dimitri, quest’ultimo di origine cipriota, che segue soprattutto la cura dei vigneti dove: Merlot, Syrah, Cabernet e Moscato di Alessandria, oltre al Roditis ed al Moscato di Limnio hanno trovato la piena realizzazione. Il Limnio è un vitigno vigoroso in grado di resistere ai parassiti ma, allo stesso tempo, sopporta benissimo gli eccessi di caldo ed il clima salmastro tipico dei suoli prospicienti il mare. Le rese per ettaro sono tutte estremamente basse e conferiscono ai vini una eccezionale concentrazione estrattiva e longevità. Nelle annate migliori la fermentazione avviene a temperatura controllata allo scopo di preservare la sua intensa fragranza olfattiva. Sempre a seconda delle annate il vino passa in rovere di primo passaggio per almeno dodici mesi e quindi affinato ulteriormente in bottiglia. La coltivazione della vite segue i principi della biodinamica e anche la trasformazione dei frutti avviene seguendo il massimo rispetto dell’integrità delle uve, quasi tutti i vigneti hanno la certificazione biologica comunitaria e sono pronti per essere conosciuti e commercializzati, per degustarli o acquistarli non resta che prendere parte all’evento Laghidivini.
Accanto ai vini saranno in vendita altre preparazioni monastiche, ma sicuramente da non perdere è il convegno sull’enogastronomia del Monte Athos previsto per il 26 giugno alle h.20.00 a bordo della motonave Sabazia con il prof. Roberto Miccinilli, medico e direttore della scuola di fitoterapia dell’ateneo della Tuscia che spiegherà le abitudini alimentari, le preparazioni alimentari e gli usi delle erbe officinali nella comunità monastica di Vatopedi (http://www.laghidivini.it)
Dal festival Laghidivini 2016 il messaggio che attraverso il vino si possa ritrovare il collegamento con territori lontani, che vanno al di là del credo religioso ma che invece in primo luogo ricercano affinità utili a tessere, o a riannodare, le fila del dialogo di reciproca comprensione e crescita spirituale. Prosit!