Sandra Ianni

L'enogastronomia del Ducato di Bracciano

Il  feudo di  Bracciano, eretto a ducato da  Pio IV il 9 ottobre del 1560 , costituiva un importante baluardo all’interno del Patrimonio di  San Pietro.  Il territorio si estendeva oltreché sulla cittadina omonima e sui paesi rivieraschi di Anguillara e Trevignano, sino a Palo, Cerveteri, Galeria, Isola, Campagnano, Formello, Sacrofano, Burdella, San Gregorio, Saracinesco e Vicovaro. Il primo duca fu Paolo Giordano Orsini, figlio di Virginio e di Felice della Rovere.  Il documento ufficiale che ci dà sicura testimonianza delle coltivazioni locali nel comprensorio del lago Sabatino è lo Statuto di Bracciano, redatto nel 1552. Dove  è evidenziata, tra l’altro,  la presenza di numerose vigne,  pascoli, boschi e ulivi, nonché vasti appezzamenti per la coltivazione di frumento, farro, orzo, fave, lino e canapa ma anche alberi da frutto come: peschi, ciliegi, meli, fichi e noci. Tra gli ortaggi più comuni figuravano: cavoli, cipolle e zucche anche se l’utilizzo più diffuso dei terreni era destinato alla pastorizia, attività che figurava tra le più remunerative dell’epoca. Non mancavano neanche  i formaggi che per la prima volta venivano introdotti anche nei pranzi di corte e non più considerati solo un cibo frugale. Ulteriori attestazioni sui consumi caseari sono rintracciabili nei registri relativi agli acquisti della comunità ecclesiastica di Santo Stefano, dove in particolare figurano  Pecorino e Cascio parmesano.  Tra i dolci degni di nota i mostaccioli, ancora oggi il tradizionale dolce natalizio braccianese, copeta (a base di mandorle e miele) e ciambellette.

Per saperne di più vedi:   Sandra Ianni,  Alla corte di donna Isabella de’ Medici Orsini. Racconti e Ricette, YCP, Lecce, 2018.