Cultura Enogastronomica

VIOLETTA  dalla mitologia alla gastronomia

La violetta accompagna la storia dell’uomo da secoli, costituisce il fiore che come pochi altri rappresenta un elogio alla stagione primaverile e, metaforicamente, alla rinascita. Rappresenta un’essenza fondamentale per la profumeria e un ingrediente della cucina antica e di quella moderna. Insomma la violetta è presente dalla mitologia alla gastronomia. Ecco di seguito alcuni aspetti che ti convinceranno!

VIOLETTE E MITI

Secondo la mitologia a Persefone, figlia di Demetra rapita dal dio Plutone, venne concesso, per intercessione di Giove, di trascorrere sei mesi nell’Ade e sei mesi sulla terra, e per questo venne accolta da prati coperti di viole.  Da sempre le viole sono legate all’amore, all’amore tra madre e figlia, agli innamorati.

Altri miti raccontano, invece, che le violette nacquero dal sangue di Adone che si uccise, all’ombra di un pino, poiché conteso, per la sua bellezza, dalla dea Venere e dal giovane Attis.

Si narra che  Zeus avesse fatto nascere delle violette dove la ninfa Io era solita passeggiare. Zeus infatti era innamorato di Io e la trasformò in una giovenca bianca per proteggerla dalla rabbia della moglie Era. Quando la ninfa iniziò a piangere per la sua triste sorte, sull’erba di cui era costretta a nutrirsi, Zeus trasformò le sue lacrime in violette che solo lei aveva il permesso di assaggiare. Gli antichi Greci usavano le viole per decorare gli altari in casa e le vendevano in mazzetti agli angoli delle strade.

Nella Roma imperiale, il culto di Attis prevedeva che il 22 marzo, dies violae, si svolgesse una processione durante la quale si trasportava un tronco di pino con ghirlande di questo fiore. Era, infatti, usanza spargere questi fiori sulle tombe dei bambini a simboleggiare la loro innocenza e la loro purezza d’animo.

Per i Cristiani la violetta simboleggiava l’umiltà della Madonna: non è un caso che si racconti di come sbocciarono delle violette nel momento in cui l’angelo Gabriele annunciò alla Vergine Maria che sarebbe diventata madre.

IL FIORE

La violetta appartiene alla famiglia delle Violacee che comprende più di cinquecento specie tra cui la Viola odorosa, nota anche come viola mammola, che si trova in primavera lungo i sentieri, nei prati e nelle zone umide. La violetta di Parma è la Viola odorata pallida plena, dal fiore doppio, di colore azzurrato con piccoli puntini rossi al centro, originaria dell’Asia Minore e arrivata in Italia grazie ai Veneziani. Numerose sono le specie presenti allo stato spontaneo: Viola hirta, canina, alba, riviniana, arvensis, reichenbachiana

Esiste anche la Viola tricolor, o viola del pensiero, o pensée, tricolor proprio perché caratterizzata da tre colori: bianco, giallo e viola. L’origine di questa pianta non è chiara: è stata importata in Europa probabilmente dal Nord Africa o dall’Oriente, e deve provenire da zone con un clima temperato perché è molto sensibile al freddo. Si coltiva da più di duemila anni.

LE PROPRIETA’

I Greci le usavano in medicina e i Romani posizionavano un serto di violette sulla fronte per lenire il mal di testa. Gli Arabi utilizzavano l’olio essenziale di violetta come tonico per il cuore. Nel Medioevo con le violette si preparavano tisane per lenire la tosse.

Alla corte dei re di Francia, le violette venivano coltivate nei giardini per farne una polvere da usare come deodorante per il corpo. La violetta oltre ad essere apprezzata, da sempre, per il suo profumo (https://www.sandraianni.it/violetta-tra-personaggi-e-profumi/?preview_id=4318&preview_nonce=c3b8ebae26&preview=true&_thumbnail_id=4321) possiede, inoltre, numerose proprietà erboristiche e fitoterapiche: tossifughe, espettoranti, depurative e antinfiammatorie.

LE VIOLETTE IN PASTICCERIA

Dal ricettario di Apicio, cuoco della Roma imperiale, si ritrova il vino violatum, un vino aromatizzato con miele e violette. Durante il Rinascimento molto ricercate erano lo zucchero violato e le violette candite. La canditura delle violette è portata avanti ancor oggi da alcune aziende pasticcerie storiche, custodi di un sapere pieno di fascino e di arte. Tra le aziende ed i caffè che stanno mantenendo viva questa tradizione figurano: Romanengo a Genova; lo storico Caffè al Bicerin di Torino, la Pasticceria San Biagio di Parma e la Pasticceria e cioccolateria Giovanni Galli a Milano.

Con i fiori freschi si possono preparare sciroppi, gelatine o confetture. Si prepara un ottimo cordiale, un delizioso liquore, ma si possono anche essiccare o utilizzare per decorare dolci e gelati.  Una lunga tradizione è poi costituita dalle caramelle alle violette.

I fiori aromatizzano macedonie, creme, gelati e sorbetti. Congelate nei cubetti di ghiaccio possono dare un tocco colorato e floreale a qualsiasi bevanda. Una delle preparazioni più semplici e veloci è costituita senz’altro dallo zucchero alle viole. Basta raccogliere i fiori, mondarli dello stelo e metterli in un barattolo di vetro, alternando uno strato di fiori e uno di zucchero. Dopo aver lasciato il barattolo per un mese al sole, avendo cura di agitarlo di tanto in tanto, lo zucchero aromatizzato è pronto e può essere usato in creme, bevande e dolci vari.

LE VIOLETTE IN CUCINA

 La violetta viene usata come ingrediente di ricette dolci e salate da secoli: le foglie tenere e giovani possono rientrare in insalate di erbe selvatiche, per colorare frittate, zuppe d’erbe, ripieni o possono essere lessate e ripassate in padella ( guarda il mio libro: https://www.ibs.it/fame-di-fiori-nutrirsi-di-libro-sandra-ianni/e/9791220351799).

Un modo per conservare e preservare più a lungo questo fiore è quello di essiccare i petali delle violette. Si può procedere all’essiccazione all’aria aperta, disponendo i petali lavati ed asciutti su una superficie che permetta una perfetta aerazione su entrambe le superfici, avendo cura di coprirle con un velo per evitare che gli insetti si posino sopra. L’operazione richiede almeno tre giorni di tempo oppure in modo molto più veloce e semplice utilizzando un essiccatore. Una volta disidratati i petali di viola si conservano in barattoli di vetro o buste di carta in luogo asciutto ed al riparo dalla luce.

Un’ulteriore idea è quella di porre i soli fiori di violetta, due grandi manciate, a macerare nella panna liquida da montare (250 ml), aggiungere un cucchiaino di estratto di vaniglia e due cucchiai rasi di zucchero a velo. Dopo qualche ora togliere i fiori filtrando con un colino, procedere poi nel montare la panna con lo sbattitore elettrico dotato di fruste. Questa panna alla violetta è ottima come decorazione su dei tortini al cioccolato.


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